Cronaca del sequestro del canile di Cremona operato dai NAS
Fonte: stampa cremonese
La Provincia
sabato 19 marzo 2011
Presidente e vice dell'associazione Zoofili cremonese accusate di aver minacciato tre dipendenti del canile
Minacce, filone di indagini chiuso
di Francesca Morandi
Un altro filone dell'indagine sul canile è stato chiuso. Di minaccia e tentata violenza privata sono
accusate Federica Aroldi, la presidentessa dell'associazione Zoofili cremonesi, e l'ex vice presidentessa
Linda Lucarini. Entrambe erano subentrate a Maurizio Guerini e Cheti Nin, loro finiti sotto inchiesta per
una serie di morti sospette di cani, ma anche perché non avrebbero destinato al canile parte dei contributi
pubblici ricevuti annualmente dal Comune (malversazione a danno dello Stato) e perché si sarebbero
indebitamente appropriati "delle offerte ricevute dai privati e di somme versate per le eutanasie eseguite
per conto terzi".
Nel secondo filone di indagine chiuso dal pm Cinzia Piccioni, risulta che tre dipendenti e tre volontari
collaboravano con i carabinieri del Nas (il 3 marzo del 2009 sequestrarono il canile) e con la Lega del cane,
ma, secondo l'accusa, questo non stava bene alla presidentessa e alla sua vice, che avrebbero minacciato
i dipendenti di allontanarli se avessero continuato nel loro operato. E in effetti, l'11 settembre 2009,
il licenziamento scattò senza preavviso. Il capo di imputazione contenuto nel decreto di chiusura delle
indagini, parla di "atti intimidatori e ritorsioni idonei a ridurre a più miti consigli" gli addetti al
canile.
Ad Aroldi e Lucarini, si contesta di "aver minacciato un danno ingiusto ai dipendenti Maria Grazia
Cassanelli, Rita Brunelli e Pompilica Soitaru, intimando agli stessi che se non avessero smesso di
collaborare con i carabinieri del Nas di Cremona, nonché di avere contatti con la Lega nazionale del cane,
avrebbero subito gravi conseguenze, tra le quali il mancato rinnovo del contratto di lavoro, per
conservare il quale richiedevano altresì di smentire, firmando una dichiarazione, il contenuto dell'esposto
inoltrato al Comune di Cremona da Rosetta Facciole della Lega nazionale del cane".
Il capo di imputazione parla di "atti intimidatori e ritorsivi (contestazioni disciplinari e sospensioni dal lavoro)"
che Aroldi e Lucarini avrebbero compiuto nei confronti dei dipendenti "per indurli a più miti consigli". Atti
"culminati nei licenziamenti intimati senza preavviso e con effetto immediato l'11 settembre 2009".
Per l'accusa, «analoghe condotte ritorsive ed intimidatorie erano tenute nei confronti delle volontarie
Luigina Bruni, Daniela Boccoli ed Adami Emanuela», alle quali le indagate avrebbero tentato di
"far denunciare Rosetta Facciolo".
Mesi fa, i dipendenti impugnarono il licenziamento e poi transarono la causa, trovando un accordo economico
con Aroldi. "Sono stati licenziati e allontanati, perchè è venuto meno il rapporto fiduciario",
dichiarò l'avvocato Michele Tolomini, che sottolineò la correttezza del comportamento di Aroldi.
Tempo fa, invece, è stato chiuso il filone principale dell'indagini sulle presunte uccisioni "per
crudeltà e senza necessità", con Pentothal Sodium di «un considerevole numero di cani, anche intere
cucciolate, e di gatti». Secondo le «stime in difetto», tra il 2005
e il 2009 ne sarebbero stati uccisi «circa 300 all'anno». Per l'accusa, responsabili sono anche le
volontarie Elena Caccialanza e Laura Grazia Gaiardi, mentre di abuso d'ufficio sono accusati i veterinari
Michela Butturini e Aldo Vezzoni. In questo filone, Aroldi è parte offesa.
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